A me e a Massimo piace il cibo di strada. Parecchio. Specialmente se è italiano. E oggi ti racconto di GNAM!, il Festival Europeo del Cibo di Strada.

Dopo il flop alla Casa delle Farfalle e al Festival dell’Oriente, finalmente riesco a parlarti di un evento romano che mi è piaciuto.

festival cibo di strada roma

E’ maggio, già, ma per me è inutile pensare alla prova costume. Sono anni che non arrivo nemmeno alla sufficienza, quindi sfondiamoci di cibo di strada italiano, almeno siamo felici per quei dieci minuti. Anche perché, col viaggio in Giappone in vista, mi sa che il mare quest’anno lo vedrò giusto in foto.

Beh, che dire. Quattro giorni di festival del cibo di strada italiano, europeo e latino americano, dall’11 al 14 maggio, in zona Eur.

Noi siamo riusciti ad andarci solo ieri. C’era abbastanza gente, però siccome siamo furbi come faine ci siamo organizzati per arrivare relativamente presto, e non abbiamo beccato troppo casino.

festival europeo cibo di strada roma

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Ricordi il Food Truck Fest di cui ti ho parlato l’anno scorso? Ecco, questo era un festival simile, però c’era più scelta e mi ha dato un po’ più di soddisfazione.

I rappresentanti delle regioni italiane presenti erano Lazio, Toscana, Puglia, Campania, Sicilia, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo. C’era anche uno stand che raccoglieva fondi per Amatrice vendendo l’omonimo piatto di pasta, e varie ape-car tra cui una che faceva la carbonara (♥).

Poi c’erano stand dedicati a Spagna, Grecia, Ungheria, Messico, Brasile e Argentina.

cibo di strada italiano

Pasticciotti pugliesi

cibo di strada italiano

Arrosticini ne abbiamo?

festival europeo cibo di strada roma

Noi chiaramente ne abbiamo approfittato per assaggiare qualche cibo tipico che ci siamo persi in giro per l’Italia e in Europa.

Abbiamo cominciato con un bicchiere di sangria (bevanda spagnola a base di vino rosso e frutta). Io non l’avevo mai assaggiata, Massimo oltre ad averla già provata la associa ad un “bel ricordo”: a 17 anni è andato in gita a Barcellona e ne ha rovesciata una bottiglia sulla moquette dell’hotel di lusso in cui dormiva. La prima sera. Bei momenti.

Dopo la botta di vita della sangria ci siamo lanciati sullo stand della Toscana per assaggiare il celebre panino col lampredotto!

In caso tu non sappia cos’è: il lampredotto è una trippa ottenuta dal quarto stomaco del bovino. Va bollito per circa tre ore con cipolla, carote, pomodori, prezzemolo, sedano, pepe e sale. I fiorentini amano mangiarlo col panino, condito con salsa verde, sale e pepe.

Pensa che il trippaio, colui che vende trippa, lampredotto e brodo del bollito per strada, è una figura che esiste dall’Ottocento, e la zona più famosa di Firenze dove si trovava più facilmente era San Frediano. Voglia di andarci subito ne abbiamo?

Comunque, tornando al panino: io non amo mangiare le interiora degli animali, però l’ho provato lo stesso ed è davvero buonissimo, morbido e saporito!

cibo di strada italiano toscana

cibo di strada italiano toscana

A seguire, siccome eravamo già in tema “interiora” e “street food italiano da provare assolutamente“, siamo passati allo stand della Sicilia per assaggiare il pani ca’ meusa, tipico di Palermo. Per questo tocca ringraziare il grande maestro Chef Rubio e le sue puntate zozzissime in Sicilia.

Il pani ca’ meusa è un panino riempito di milza e polmone di vitello cotti nello strutto, insieme a pezzetti di formaggio (ricotta o caciocavallo), pepe e limone. Lo si compra dai meusari.

Ecco, anche questo panino è buono, ma è stato un pochino più difficile da mandar giù rispetto al lampredotto. Letteralmente. Se vai a Palermo e ti fa un po’ impressione l’idea di mordere le interiora di un animale, lascia perdere il pani ca’ meusa e prova le arancine (femmine!). Fidati.

cibo di strada italiano sicilia

Poi che fai, un giretto gastronomico in Puglia non ce lo fai? E certo che ce lo fai. E abbiamo preso le bombette pugliesi.

Le bombette sono involtini di carne di maiale ripieni di formaggio, sale e pepe. Massimo le ha adorate, io le ho trovate un po’ pesantine sinceramente, ma vedrò di provarle di nuovo quando visiterò la Puglia.

Anche per questa scoperta ringraziamo in coro Chef Rubio.

cibo di strada italiano bombette pugliesi

Io a quel punto non ce la facevo più. Ma mica vorrai lasciare un festival del cibo di strada senza assaggiare un dolcetto, no? Quindi ci siamo buttati sul baklava della Grecia e sul churros al dulce de leche dell’America Latina.

Il baklava, un dolce a base di noci e miele, è stato una sorpresa. Non tanto per il sapore, perché lo avevo già assaggiato al Festival dell’Oriente, ma per la sua origine. Lo vendeva lo stand dedicato alla Grecia, ma pare che ne esistano varie versioni a seconda che si vada nei Balcani o in Turchia.

Il churros invece è stata ‘na botta de fritto paurosa. Fortuna che io e Massimo lo abbiamo diviso a metà…

cibo di strada europeo baklava

Baklava

cibo di strada america latina churros

Ma sbaglio o ‘sta foto sembra un po’ porno?

Conclusioni: è stato un gran bel festival e finirò di digerire il pani ca’ meusa nel 2023. Avrei volentieri assaggiato pure le tigelle dell’Emilia Romagna, ma il mio stomaco invocava pietà e i fumi degli arrosticini abruzzesi non mi hanno aiutata. Sarà per la prossima volta. Magari proprio in Emilia Romagna.

 

Ma dimmi: hai mai assaggiato una di queste cose? Da te si usa mangiare le interiora di qualche animale? E hai mai assaggiato il baklava durante un viaggio?